Depressione post-partum quando arriva?

Depressione post-partum quando arriva?

Quali sono le cause della depressione post partum?

Veramente il calo ormonale è la causa della depressione post parto?

Alcune mamme mi chiedono:

Come può succedere che una mamma sia infelice alla presenza del suo bambino?

Come si distingue la depressione da momenti di sconforto che sicuramente ci saranno?

Prima di scendere nei consigli pratici dobbiamo partire da un aspetto fondamentale: la vita si svolge nella polarità, ogni aspetto contiene in sé il suo opposto, ad esempio, il giorno arriva dopo la notte. La donna, con il ciclo mestruale, vive questa polarità ogni mese per via di un alternarsi di momenti che hanno a che fare con la vita e la morte: ovulazione e mestruazione, aborti e gravidanze, buonumore e malinconia, ricettività e chiusura. Alla donna appartiene il massimo della potenza creativa: può aprire il suo corpo, concepire, nutrire e portare al mondo la vita; così come può, in forma minore, distruggere, negare il nutrimento al suo bambino o alla sua famiglia.

 

La madre dopo il parto attraversa una crisi

La madre, dopo il parto, attraverso momenti di “crisi” si riorganizza nel suo potenziale creativo e grazie a questi momenti elabora una sua funzione genitoriale, una nuova identità.

In questo periodo, le madri si ritrovano confuse, avvertono la sensazione di non essere più in grado di fare niente perché il bambino assorbe completamente il loro tempo e la loro attenzione.

Quindi la natura ha previsto per la maternità la depressione postpartum?

NO! La natura, per favorire la conservazione della specie, favorisce al massimo la potenza generativa della donna grazie alla biologia ormonale, agli ormoni prodotti dalla zona corticale del cervello, spingendola ad atteggiamenti di nutrimento e di relazioni sociali.

Imputando al calo ormonale la condizione di disagio che le donne vivono si passa un messaggio sbagliato, cioè che la donna debba necessariamente soffrire e che il suo corpo è fonte di problemi.

La nascita, è vero, rappresenta un evento di vulnerabilità per la donna: esiste un fisiologico calo di ormoni legato alla perdita della placenta e che destabilizza ma esiste anche un meccanismo di compensazione.

Dopo il parto infatti, la donna produce dei picchi di ormoni sessuali: l’ossitocina, la prolattina, le endorfine, ormoni legati al piacere, che conducono ad un atteggiamento positivo, ad un istinto di cura nei confronti di sé e del bambino.

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