Cosa le mamme devono sapere sulla depressione post partum

Cosa le mamme devono sapere sulla depressione post partum

Ecco alcuni consigli pratici per voi mamme. Una breve lista di accorgimenti che miglioreranno l’esperienza della maternità.

Assistenza in gravidanza: essere accompagnate in gravidanza con empatia e continuità offre un’ottima protezione dalla depressione. Scegliere un’ostetrica, permette di avere a disposizione un professionista della nascita che dedica tempo non solo agli aspetti clinici ma anche e soprattutto all’ascolto del lato emotivo della coppia.

Esperienza del Parto: il parto fisiologico, con la sua cascata ormonale è un ottima prevenzione per la depressione. Al momento della nascita avviene un’esplosione di ormoni che sono maturati nel corpo della madre grazie al travaglio di parto: l’ossitocina, l’ormone che sostiene le contrazioni uterine, e la prolattina, raggiungono il picco nelle ore dopo il parto, nel momento in cui la donna incontra per la prima volta gli occhi di suo figlio.
L’ossitocina è definita come l’ormone dell’amore perché aumenta i comportamenti pro-sociali come altruismo, generosità ed empatia e ci porta ad essere più propensi a fidarci degli altri.
La prolattina oltre a stimolare l’attività della ghiandola mammaria, è responsabile dei comportamenti di nidificazione e accudimento dei cuccioli.
Questi ormoni si manifestano quando la nascita non viene disturbata da interventi medici o tecnologici come il taglio cesareo senza travaglio, l’epidurale, l’uso di ossitocina sintetica.

L’allattamento al seno: le ricerche più recenti hanno dimostrato che l’allattamento al seno svolge un ruolo positivo in quanto la suzione stimola la produzione dell’ormone prolattina. Affinché questi ormoni rimangono alti occorre avviare un allattamento precocemente, meglio se il neonato dopo il parto non viene separato dalla madre e viene posto sul petto della
madre (contatto pelle a pelle) e si attende che in autonomia il bambino compie i primi passi di ricerca del seno e di attacco. E’ importante che la madre riceva assistenza nei primi tentativi di allattamento affinché sia supportata e incoraggiata.


Cosa la società può offrire alla donna dopo il parto?
Ad oggi è un dato di fatto che la donna è sola durante la sua maternità.
Dopo la nascita, la mamma, è seguita solo nei primi due/tre giorni, i giorni del ricovero.
Poi torna a casa con il proprio figlio e spesso ha come unico riferimento il pediatra che si occuperà però non di lei, ma del bambino.
Il ginecologo che ha seguito la donna in gravidanza, dopo il parto, spesso, scompare o si limita a dare l’appuntamento per la visita dopo i 40 giorni, che durerà 10-15 minuti.
Anche quando può usufruire dell’aiuto della madre o della suocera per un pò di tempo, riceve solo consigli dettati dalla singola esperienza ma che non sempre rispettano i propri desideri e manca il supporto di un operatore della nascita.


All ’improvviso, la mamma, entra in una realtà parallela e rimane esclusa da quella “normale” che contraddistingue il suo ambito sociale. I suoi bisogni cambiano e non sono condivisi da nessuno e si sente emarginata.
Se nessuno si preoccupa della madre, se non c’è nessuno ad ascoltarla e comprenderla, lei non può fare a meno di sentirsi poco apprezzata o insignificante.
Nella donna prende spazio un desiderio di distruzione: si creano dei risentimenti inconsci verso il bambino, irritazione e poca disponibilità a livello emotivo.
La donna non ha bisogno solo di qualcuno che badi al suo posto alle faccende domestiche, o prenda il bambino per dargli da mangiare mentre lei riposa, o le faccia da autista.
Ha bisogno di qualcuno che abbia la vera intenzione ad accudirla, di tutelarla, che la incoraggi, di qualcuno che la onori come donna, senza farla sentire giudicata e rispettando le sue scelte.
A questo si unisce un contesto sociale nel quale crescere un figlio, nel quale trovare solidarietà e condivisione.

Il motivo per cui rivolgo questa domanda alle coppie è perché desidero che le mamme non si sentano “etichettate” come buone madri o cattive madri.
Vale sempre la pena ricordare Winnicot, colui che ha finalmente affermato che le madri non devono essere perfette. Winnicot si esprime dicendo: “ok, fate del vostro meglio, basta che siate delle madri sufficientemente buone. Se cercate di essere presenti affettivamente, seppur portandovi dietro i vostri limiti, va bene, trasmetterete cose buone e vere, compresa la fallibilità umana e il saperla comunque affrontare.”
In quanto evento sociale, la nascita, interessa tutta la comunità, non solo la mamma o la famiglia del nuovo nato, e abbiamo tutti una precisa responsabilità nei confronti della madre e del suo bambino.

Vi auguro che questa breve lista di accorgimenti possa migliorare la vostra esperienza della maternità e se avete bisogno di me, non esitate a scrivermi!!

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